Caserma Grande

Scheda Storica - Trieste

Caserma Grande

La Caserma Grande di Trieste, situata nell'area oggi compresa tra via Carducci (ex via del Torrente), via Fabio Severo, via Coroneo e via Crociera, è stata per oltre un secolo una delle principali strutture militari della città, con un ruolo centrale nella vita militare, sociale e urbana di Trieste.


Origini: il Conservatorio Generale dei Poveri

Con la crescita demografica seguita al porto franco del 1719, l'assistenza ai malati — affidata a modesti ospedaletti gestiti da religiosi — divenne rapidamente inadeguata. Con la patente del 1° settembre 1769, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria decretò la costruzione del Conservatorio Generale dei Poveri, popolarmente noto come l'Ospedale di Maria Teresa. Il decreto stabiliva esplicitamente:

"...il quale serva non tanto di ricovero, e di educazione ai Mendici, agl'Orfani ed a' bastardelli di Trieste, quanto di spedale agl'infermi dell'uno e dell'altro sesso..."

Per garantire l'autonomia finanziaria della struttura, fu introdotto un apposito "Dazio de Poveri" — un fiorino per ogni orna di vino straniero importato in città.

Il progetto fu affidato all'ingegnere belga Jean Baptiste Hovyn, benché i disegni fossero stati realizzati da Antonio Montanelli. Il costo preventivato era di 70.000 fiorini, ampiamente superato a quanto scrive Kandler. I lavori iniziarono nel giugno 1770 e il Conservatorio entrò in funzione nel 1772.

L'edificio a due piani era di forma quadrangolare, con un ampio cortile porticato dotato di quattro pozzi naturali, una cisterna e una fontana. L'ingresso con portale ad arco era rivolto verso via del Torrente (attuale via Carducci), una posizione svantaggiosa per la vicinanza al torrente — ancora aperto e maleodorante fino al 1837 — e al macello costruito nel 1780.

La struttura disponeva di:

Al pianterreno si trovavano l'ospedale, l'orfanotrofio, l'ospizio, l'abitazione del direttore, le cucine, la chiesa, la sacrestia e quattro celle per i detenuti infermi. Al piano superiore: ulteriori reparti e i locali per l'amministrazione. Dietro l'edificio sorgeva un orto botanico per la coltivazione di erbe medicinali e un orto che forniva verdura alle cucine.


La conversione in caserma (1785)

Nell'aprile del 1784, durante la sua visita a Trieste, l'imperatore Giuseppe II — accompagnato dal dottor Giovanni Alessandro Brambilla, suo medico personale e caporeparto dell'Ospedale Militare di Vienna — ispezionò il Conservatorio e decise di convertirlo in caserma con annesso ospedale militare. I malati furono trasferiti negli edifici di via del Castello e via dell'Ospitale (l'ex Episcopio), dove rimasero fino al 1841, anno dell'apertura dell'Ospedale Civico (l'attuale Ospedale Maggiore).

Nel 1785 iniziarono i lavori di conversione: l'orto botanico adiacente e un fondo coltivato furono spianati per ricavare la piazza d'armi. Durante gli scavi furono rinvenute due lapidi mortuarie e altri reperti di epoca romana, ora conservati nel Lapidario. Sorsero nuovi edifici per alloggiamenti, magazzini, depositi di provvigioni e farina con forni, e una vasta zona riservata alle scuderie.

L'obiettivo era preciso: contenere le spese militari dei dislocamenti e concentrare la milizia in un'unica sede.


Il Primo Ospedale Militare (1786–1789)

Tra il 1786 e il 1789, adiacente alla caserma, fu eretto il Primo Ospedale Militare. L'edificio rettangolare si sviluppava su tre livelli con ingressi sulla via del Coroneo. Disponeva di 126 posti letto in quattro cameroni, 18 servizi igienici nelle torrette, depositi, laboratori e una cappella. Rimase attivo fino al 1868, quando fu trasferito nel nuovo Ospedale Militare appena concluso in via Fabio Severo (all'epoca denominata via Commerciale nuova o Strada nuova d'Opicina). Quell'edificio, dal 1875, divenne sede della Scuola dei Cadetti di Fanteria (K.u.K. Infanterie Cadettenschule).


Ampliamenti e vita nella caserma

Nel 1820 il Comune donò un terreno confinante che permise di estendere notevolmente la piazza d'armi. Questa ospitò non solo esercitazioni militari ma anche spettacoli, corse di bighe, esibizioni di cavallerizzi e compagnie ginnico-atletiche, gare sportive, circhi equestri e ascensioni aerostatiche. Dietro alla caserma fu ricavato uno spazio denominato "Piazza del Fieno", destinato principalmente al commercio di paglia e fieno.

Nel 1883, con la riorganizzazione dell'esercito austro-ungarico, la Caserma Grande divenne stabilmente sede del 97° Reggimento di fanteria.


La banda militare e le funzioni religiose

Verso la fine dell'Ottocento, con la costruzione della Chiesa di San Vincenzo de' Paoli (lavori iniziati nel 1890), gran parte della guarnigione vi si recava in colonna ad ogni festività religiosa. In testa alla lunga colonna marciava la banda militare, il cui tamburo era fissato sulla groppa di un cavallino bianco che si disponeva davanti al portale del tempio per far passare i soldati. Parte dei musicisti saliva poi nella cantoria per accompagnare strumentalmente il servizio religioso.


Il martirio di Guglielmo Oberdan

La Caserma Grande è tristemente nota come il luogo dove, il 20 dicembre 1882, fu impiccato il patriota triestino Guglielmo Oberdan, condannato per il suo tentativo di attentato contro l'imperatore Francesco Giuseppe. Nel cortile interno della caserma fu posta una lapide commemorativa. Dopo l'annessione di Trieste all'Italia, la caserma fu intitolata a Oberdan nel 1918.


Declino e demolizione

La Caserma Grande ospitò le truppe italiane giunte nel 1918 e come tale funzionò sino al 1927, anno in cui furono ultimate le nuove caserme a Rozzol. Il 15 maggio 1927 gli ultimi soldati lasciarono la caserma: facevano parte di un picchetto armato di guardia alla cella che aveva ospitato Guglielmo Oberdan. Ai militari si sostituirono i Vigili urbani, perché il Comune si era impegnato a conservare la cella di Oberdan dalla demolizione del grande complesso.

Nel 1927 iniziarono le demolizioni, che lasciarono spazio all'attuale Piazza Guglielmo Oberdan. La cella di Oberdan e il luogo del suo supplizio sono oggi parte del Sacrario Oberdan.

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