La Chiesa di Sant’Antonio Nuovo, situata al termine del Canal Grande nel cuore del Borgo Teresiano, è il principale edificio religioso cattolico del centro di Trieste e uno dei massimi esempi di architettura neoclassica della città. Il suo nome “Nuovo” la distingue dalla più antica chiesa di Sant’Antonio, poi intitolata alla Beata Vergine del Soccorso.
Origini e sviluppo
Fino alla metà del Settecento, sul sito attuale sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione, aperta al pubblico grazie ad Antonio Rossetti. L’afflusso crescente di fedeli rese presto necessario un edificio più grande.
- Nel 1771 fu completata una prima chiesa barocca dedicata a Sant’Antonio di Padova, ma anche questa risultò rapidamente insufficiente per la popolazione in forte crescita, favorita dallo sviluppo del Borgo Teresiano e della “Città Nuova”.
- Nel 1808 fu bandito un concorso per un nuovo edificio sacro: vinse il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile, che si ispirò alla grandiosità dei monumenti romani.
- A causa di difficoltà tecniche e finanziarie, i lavori iniziarono solo nel 1825 (o 1828 secondo alcune fonti) e si protrassero fino al 1849, anno della consacrazione da parte del vescovo Bartolomeo Legat.
- La chiesa fu realizzata in parte con pietra d’Istria, riservata agli elementi architettonici più significativi per motivi economici.
Architettura e opere d’arte
La facciata è dominata da un maestoso pronao con sei colonne ioniche e un ampio frontone. Sull’attico si ergono sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti i santi protettori di Trieste: San Giusto, San Sergio, San Servolo, San Mauro, Sant’Eufemia e Santa Tecla. La pianta è rettangolare (circa 80x28 metri) e la facciata posteriore è sormontata da due campanili gemelli.
L’interno colpisce per la solennità delle dodici colonne ioniche che scandiscono le tre navate, culminanti nella grande cupola centrale. L’abside ospita un affresco di Sebastiano Santi (1836) raffigurante l’“Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme”.
Sei altari laterali, illuminati da grandi finestre, custodiscono pale d’altare di celebri artisti dell’Ottocento:
- Michelangelo Grigoletti: Sant’Anna e la Vergine
- Felice Schiavoni: Presentazione al Tempio
- Johann Schönmann: San Giuseppe
- Odorico Politi: Sant’Antonio
- Ludovico Lipparini: Martirio di Eufemia, Tecla, Erasma e Dorotea
- Joseph Tunner: Crocifissione
Nella cappella della Visitazione si trova un dipinto attribuito ad Alessandro Longhi (1769).
Eventi storici e ruolo sociale
La chiesa fu consacrata il 15 novembre 1849, in piena epidemia di colera, come ricorda una targa sotto il pronao.
- Un tempo si specchiava direttamente nelle acque del Canal Grande, fino all’interramento del tratto terminale del canale nel 1934.
- Nel corso del Novecento, la chiesa e la piazza antistante furono teatro di eventi drammatici:
- Nel 1902, durante uno sciopero, vi furono vittime tra i lavoratori dell’Austro Lloyd.
- Nel 1945 e nel novembre 1953, durante le tensioni per il futuro di Trieste, la chiesa fu luogo di rifugio e di scontri, ricordati da targhe commemorative.
Curiosità e attualità
Oggi la Chiesa di Sant’Antonio Nuovo è non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo identitario per la città, punto di riferimento per la comunità e per i visitatori. La sua posizione scenografica, la monumentalità neoclassica e la ricchezza artistica la rendono una delle mete più amate e fotografate di Trieste.