Lanterna di Trieste

Scheda Storica - Trieste

Lanterna di Trieste

La Lanterna di Trieste rappresenta un simbolo storico e architettonico della città, situata all'estremità occidentale del porto vecchio, in cima al Molo Fratelli Bandiera. La sua costruzione fu voluta durante il periodo asburgico, precisamente su ordine del governatore Carlo Zinzendorf, e fu progettata dall'architetto Matteo Pertsch; entrò in funzione l'11 febbraio 1833.

Nel Contesto degli Asburgo

Nel contesto asburgico, la Lanterna non aveva solo la funzione di faro per la navigazione, ma era anche concepita come struttura di difesa del porto. Questo è evidente nell'architettura:

Declino e Cambiamenti

Con il passare del tempo e il cambiamento delle esigenze portuali, la Lanterna perse progressivamente la sua centralità. Nel 1927, con la costruzione del Faro della Vittoria sul poggio di Gretta – destinato a commemorare i caduti marinai e a svolgere funzioni di controllo e simbolo della nuova Italia post-Prima Guerra Mondiale – la Lanterna divenne meno rilevante per la navigazione. Essa fu definitivamente disattivata come faro il 25 novembre 1969 e oggi risulta inattiva secondo l'Istituto Idrografico della Marina.

Ruolo nel Dopoguerra

Nel dopoguerra, oltre al suo valore simbolico, la Lanterna ha assunto anche un ruolo associativo:

Dal Punto di Vista Architettonico

Dal punto di vista architettonico, la Lanterna è composta da una colonna di pietra cilindrica che sostiene il gruppo ottico, emergendo dal corpo a torre merlata. Questo connubio tra funzionalità militare e nautica rappresenta un esempio significativo della politica strategica degli Asburgo a Trieste, città-porta sul mare dell'impero.

Dal Punto di Vista Culturale e Sociale

Dal punto di vista culturale e sociale, la Lanterna ha attraversato il passaggio dall'Impero Austro-Ungarico al primo dopoguerra italiano, rappresentando un filo rosso nella storia portuale e urbana di Trieste. L'eredità asburgica è tangibile nella sua struttura e nel contesto storico di realizzazione, mentre il suo declino come faro attivo racconta la trasformazione della città nell'epoca postbellica.

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