Il Molo della Sanità — oggi molo dei Bersaglieri — è uno dei moli storici delle Rive di Trieste, situato di fronte al Borgo Giuseppino, a sud di Piazza dell'Unità d'Italia. La sua storia attraversa più di due secoli di vita portuale, dai fatiscenti approdi settecenteschi alla monumentale Stazione Marittima, fino all'odierno terminal delle grandi navi da crociera.
Le origini: il molo della Porporella
Le origini del molo risalgono al Settecento, quando in quest'area sorgeva un modesto aggregato di banchine in rovina che lo storico Edoardo Generini indica col nome di "molo della Porporella", termine usato in tutta la penisola per designare gli antichi moli rovinati. Un piccolo molo di questo tipo esistette fino al 1798 all'altezza dell'odierna via Boccardi (allora via Porporella); coperto dall'avanzamento della riva, venne sostituito nel 1850 da un molo nuovo.
Il Casino della Sanità e il nome del molo
Nel corso dell'Ottocento la struttura fu progressivamente ampliata in lunghezza e larghezza. Dal 1872 fu occupata dal Casino della Sanità, l'ufficio della sanità marittima incaricato del controllo sanitario di navi, equipaggi e passeggeri in arrivo nel porto — funzione che a Trieste si inseriva nel sistema di prevenzione dei contagi costruito attorno ai lazzaretti cittadini. Da questa presenza derivò il nome di Molo della Sanità, ufficializzato nel 1909 in occasione di un ulteriore allargamento. Il console inglese Sir Richard Francis Burton, in città negli anni Settanta dell'Ottocento, lo descrisse come "il più corto dei moli; fronteggia gli alloggiamenti del Governo marittimo, dell'ufficio dei piloti, ed è completamente occupato dal Casino della Sanità".
I magazzini del vino e la Dogana di Zaninovich
Nei primi anni del Novecento il molo ospitava, oltre al Casino della Sanità, i magazzini 41 e 42, destinati durante l'epoca asburgica al deposito dei vini importati dal Regno d'Italia. Al posto del Casino venne poi realizzata l'Espositura Doganale — la "Dogana Vecchia" — opera in stile secessionista dell'architetto dalmata Giorgio Zaninovich, adibita al controllo dei passeggeri in arrivo e in partenza: un edificio a un solo piano con ampio portico, finestre lunghe e strette e fregi geometrici, davanti al quale transitava la Rivabahn, la ferrovia che collegava Porto Vecchio e Porto Nuovo.
Il 1923: molo dei Bersaglieri
Nel 1923, nel quadro della ridenominazione toponomastica voluta dopo il passaggio all'Italia, il molo assunse il nome di molo dei Bersaglieri, in ricordo dello sbarco del 3 novembre 1918, quando i bersaglieri scesero per primi dalle navi italiane: l'evento è tuttora ricordato da una lapide sulla facciata dell'attuale edificio.
La Stazione Marittima (1926–1930)
Tra il 1926 e il 1930 sorse sul molo la Stazione Marittima, progettata da Giacomo Zammattio e Umberto Nordio (alla morte di Zammattio nel 1927 Nordio proseguì da solo). L'edificio in cemento armato — lungo 100 metri, largo 40 e alto 15 — fu costruito sulle fondamenta del magazzino 41, demolito appositamente, mentre per l'occasione il molo venne allungato fino a 180 metri. La facciata monumentale, con timpano centrale, orologio e bassorilievi dello scultore Asco, accoglieva i passeggeri di prima e seconda classe; il pianterreno serviva la terza classe e gli emigranti, con dogana, ufficio passaporti e servizi medici. Inaugurata il 28 ottobre 1930, nel 1933 la rivista Emporium la indicò tra le cinque opere che segnarono l'inizio dell'architettura moderna in Italia. L'Espositura Doganale di Zaninovich sopravvisse fino alla metà degli anni Sessanta, quando fu demolita per far posto al monumento a Nazario Sauro (1966) dello scultore Tristano Alberti.
Dall'emigrazione alle crociere: il molo oggi
Da questo molo, nel decennio degli anni Cinquanta, partirono tra i venti e i venticinquemila triestini emigrati oltreoceano, esodo ricordato da una targa con i versi di Romeo Varagnolo. Tramontata l'era dei transatlantici, nel 1981 la Stazione Marittima fu trasformata in centro congressi su progetto di Giovanni Paolo Bartoli, mentre il magazzino 42, ristrutturato nel 2013, accoglie oggi congressisti e crocieristi. Il molo — 240 metri sul lato sud, affiancato da un dolphin posto a circa 100 metri dalla sua testata per l'ormeggio delle grandi navi da crociera — è oggi il principale terminal passeggeri della città e capolinea delle motonavi per Muggia e Grado.