Il Palazzo del Lloyd Triestino, oggi sede della Presidenza e della Giunta della Regione Friuli Venezia Giulia, è uno degli edifici più imponenti e rappresentativi di Piazza Unità d’Italia. La sua storia è strettamente legata allo sviluppo marittimo e commerciale di Trieste e alla grande epopea della compagnia di navigazione Lloyd Austro-Ungarico, poi Lloyd Triestino.
Origini e costruzione
Il Lloyd Austro-Ungarico, fondato nel 1836 (con radici già nel 1833), fu una delle più importanti compagnie di navigazione europee, protagonista dei traffici tra Europa, Mediterraneo, Oriente e, dal Novecento, anche Australia e Africa.
Dopo aver avuto sede in piazza Tommaseo e poi in piazza della Borsa, la società decise di dotarsi di una sede monumentale che riflettesse il suo prestigio internazionale. Nel 1880 fu acquistato il terreno della vecchia Pescheria e venne indetto un concorso internazionale, al quale parteciparono architetti di Vienna e Trieste.
Nessun progetto fu ritenuto pienamente soddisfacente, così la realizzazione fu affidata al celebre architetto viennese Heinrich von Ferstel, già autore della Votivkirche e della Ringstrasse di Vienna.
- La prima pietra fu posta il 6 dicembre 1880 e i lavori si conclusero nel 1883.
- Von Ferstel adottò soluzioni innovative per le fondamenta, data la natura melmosa del terreno di riporto, e rinunciò alla torre originariamente prevista sul lato mare.
- Il risultato fu un edificio in stile eclettico-neorinascimentale, considerato una delle più felici interpretazioni del Rinascimento italiano, con una facciata monumentale e ricchissima di simboli marittimi e allegorici.
Architettura e decorazioni
La facciata principale è impreziosita da un fastigio centrale con il simbolo del Lloyd, affiancato da due vittorie, due giovani e le statue di Eolo, Mercurio, Vulcano e Nettuno.
- Ai piedi della facciata, in due nicchie absidate, si trovano le statue di Teti (acqua dolce) e Venere (acqua di mare).
- La facciata verso il mare è caratterizzata da un corpo centrale sporgente con quattro colonne giganti e le statue di Leucotea (dea protettrice dei marinai) e Urania (protettrice della poesia astronomica).
- Tutti i gruppi scultorei esterni furono ideati dagli artisti viennesi Joseph Pokorny e Hugo Härdtl e realizzati in pietra d’Istria dalla Società degli Operai di Trieste.
L’atrio d’ingresso ospita due grandi sculture marmoree:
- L’Intelligenza di Ivan Rendic.
- Il Lavoro di Francesco Pezzicar.
All’interno spiccano:
- Il monumentale scalone in pietra del Carso e marmo rosso di Verona.
- I candelabri di Albert Milde.
- Il salone delle sedute e delle feste, decorato con stucchi di A. Pelolli, due grandi ritratti di Francesco Giuseppe e Elisabetta d’Austria, lampadari di Murano e un soffitto a cassettoni.
Tra le opere d’arte si segnalano:
- I quadri di Giuseppe Barison (ritratti di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, tele dedicate a Industria e Commercio).
- Un ritratto di Umberto Veruda.
- Una scultura bronzea di Giovanni Mayer.
Eventi storici e trasformazioni
Il palazzo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti tedeschi il 1° maggio 1945, ma fu restaurato e ampliato tra il 1966 e il 1967, con il rialzamento del piano interno verso il cortile.
- Nel 1986 la sede del Lloyd Triestino fu trasferita nell’area di Sant’Andrea e il palazzo fu ceduto alla Regione Friuli Venezia Giulia.
- Dal 7 giugno 1991 vi ha insediato la Presidenza della Giunta.
- Recenti restauri hanno valorizzato le decorazioni, le sculture e gli spazi interni, restituendo all’edificio il suo splendore originario.
Curiosità e attualità
Il Palazzo del Lloyd Triestino è oggi uno dei simboli della Trieste marittima e cosmopolita, testimone della grande stagione della navigazione a vapore e della vocazione internazionale della città. Dalla piazza e dal Molo Audace si può ammirare la ricchezza delle sue decorazioni e la maestosità della sua architettura, che ancora oggi racconta la storia di una Trieste “porta d’Oriente” e crocevia di commerci, arte e cultura.
Il Palazzo del Lloyd Triestino rimane così un capolavoro dell’architettura ottocentesca triestina, simbolo di progresso, apertura e identità cittadina.