Palazzo del Tergesteo

Scheda Storica - Trieste

Palazzo del Tergesteo

Palazzo del Tergesteo è un edificio storico di grande rilievo nel centro di Trieste, situato nelle vicinanze di Piazza della Borsa e Piazza Unità. Fu progettato dall'architetto Francesco Bruyn (architetto aulico belga, coadiuvato da A. Pizzola per la galleria) e costruito in soli due anni, con l'inaugurazione che avvenne la sera del 24 agosto 1842. L'edificio fu eretto sul sito dell'antica Dogana Vecchia per iniziativa della "Società del Tergesteo".

Il Nome

Inizialmente il palazzo avrebbe dovuto chiamarsi semplicemente "Palazzo di Trieste". Fu lo storico Pietro Kandler a suggerire il nome latino "Tergesteo" — il nome romano della città — in linea con una moda austriaca del momento che amava i titoli aulici alla maniera del Johannaeum o dell'Augusteo viennesi.

I Sette Fondatori

La fondazione del Tergesteo si deve a un gruppo di sette influenti uomini d'affari triestini, spesso paragonati ai "sette samurai":

Architettura e Costruzione

La costruzione, costata circa due milioni di lire austriache, rappresenta una delle ultime testimonianze dello stile neoclassico a Trieste — definita dal critico Silvio Benco "l'epigono del Neoclassico triestino". La pianta è a forma di croce greca, composta da quattro corpi di fabbrica separati da una galleria centrale al piano terra, coperta da una struttura a spioventi con intelaiatura metallica, ispirata alla Galleria de Cristoforis di Milano.

Un dettaglio architettonico raffinato, scoperto dallo storico Marco Pozzetto, è la presenza dell'entasi sugli spigoli dell'edificio: un leggero rigonfiamento convesso a circa un terzo dell'altezza, ispirato dall'architetto Nobile, che applica i principi della prospettiva sferica per dare visivamente la sensazione della tensione portante della struttura.

La filosofia estetica del palazzo fu dettata dagli stessi committenti commercianti, che con una sorta di "calvinistica antipatia per i fronzoli" imposero l'eliminazione di fregi, balconcini, colonne e timpani. Il risultato fu un'architettura essenzialmente funzionalista: un edificio dove, come disse il critico Benco, Mercurio (dio del commercio) ebbe la meglio su Apollo (dio delle arti).

Gli ingressi principali si trovano su quattro lati dell'edificio:

Durante il Periodo Asburgico

Durante il periodo asburgico, il Palazzo del Tergesteo divenne il cuore dell'attività finanziaria di Trieste. Ospitò:

Il piano terra era dedicato all'attività commerciale grazie alla galleria, mentre i piani superiori ospitavano uffici e appartamenti residenziali.

Figure Culturali Legate all'Edificio

Notevole è la presenza di figure culturali legate all'edificio in questa epoca:

Curiosità: Il Canalpiccolo e la Dogana Vecchia

Prima della costruzione del Tergesteo, chi si recava al Teatro Nuovo era costretto ad attraversare l'antica Dogana Vecchia semplicemente per evitare le strade fangose e maleodoranti generate dal Canalpiccolo, che all'epoca era ancora scoperto e raccoglieva i liquami provenienti dalla Cittavecchia. La costruzione del Tergesteo segnò non solo una trasformazione urbanistica, ma il simbolico passaggio di Trieste verso una mentalità profondamente borghese e imprenditoriale — e la fine del Neoclassicismo puramente estetico.

Nel Primo Dopoguerra e Oltre

Nel primo dopoguerra e oltre, il palazzo subì diverse trasformazioni e vicissitudini:

Palazzo del Tergesteo continua a essere un simbolo storico, architettonico e culturale di Trieste, con una storia profonda che riflette i cambiamenti della città dai tempi dell'impero asburgico attraverso le turbolenze del XX secolo.

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