Porto Franco

Scheda Storica - Trieste

Porto Franco

Il Porto Franco di Trieste fu istituito il 18 marzo 1719 dall'imperatore Carlo VI d'Asburgo con la Patente di Porto Franco, che segnò l'inizio della Trieste moderna come emporio commerciale dell'Impero Austro-Ungarico.

Preceduta dalla Patente di Commercio per la Libera Navigazione nell'Adriatico del 1717, che pose fine al monopolio veneziano, l'istituzione del Porto Franco coincise con la fondazione dell'Imperiale Privilegiata Compagnia Orientale per promuovere i commerci con l'Oriente.

Sviluppo nel XVIII secolo

Sotto Maria Teresa d'Asustria (dal 1740), i privilegi furono estesi prima al Distretto Camerale (1747) e poi a tutta la città (1769), abbattendo le linee daziarie interne e abolendo i privilegi della Compagnia Orientale. Questo favorì un'immigrazione massiccia di mercanti di diverse nazioni, trasformando Trieste in una città cosmopolita con una popolazione che crebbe rapidamente.

Le occupazioni napoleoniche (1797, 1805, 1809) sospesero temporaneamente lo status di porto franco, ma dopo la Restaurazione del 1814, l'Austria lo rinnovò, triplicando la popolazione tra il 1812 e il 1815 e promuovendo la costruzione di nuove strutture portuali e l'arrivo della navigazione a vapore (1819).

Apice nell'Ottocento

La metà del XIX secolo vide l'arrivo della ferrovia Trieste-Vienna e l'apertura del Canale di Suez (1859-1869), che intensificarono i traffici con Europa, Mediterraneo e Indie. Il Porto Vecchio fu sviluppato, e Trieste divenne il principale porto dell'Impero.

Fine del regime (1891)

Il 1º luglio 1891 le franchigie doganali furono limitate alla sola area di movimentazione portuale (Porto Nuovo), con la costruzione di varchi doganali a Largo Santos e la gestione statale dei Magazzini Generali. Questo segnò la cessazione del regime di Porto Franco per l'intera città, stimolando però nuove infrastrutture.

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