Rotonda Pancera è uno dei capolavori del neoclassicismo triestino, situata in Via Felice Venezian, 27, a pochi passi dall'Arco di Riccardo.
Costruzione e Architetto
La costruzione risale agli anni tra il 1803 e il 1807 ed è attribuita, anche se non con totale certezza documentale, all'architetto Matteo Pertsch, figura di rilievo dell'architettura triestina dell'epoca.
Il Committente
Il committente fu probabilmente Domenico Pancera, un mercante e consigliere magistratuale di origine friulana, appartenente a una famiglia nobile di lungo corso, i Pancera (o Panciera/Panzera), noti dal Trecento e legati a poteri imperiali.
La Facciata
La facciata si presenta maestosa e armoniosa con un grande pronao costituito da colonne ioniche di ordine gigante, sormontate da balaustre e arricchite da bassorilievi raffiguranti scene tratte dalla mitologia greco-romana:
- Episodi eroici con protagonisti Coriolano, Virginia e Ifigenia
- Alle estremità, statue di Marte e Minerva, simboli rispettivamente di guerra e saggezza
Gli Interni
Gli interni conservano uno splendido salone circolare decorato con affreschi di ispirazione pompeiana realizzati da Giuseppe Gatteri, accompagnati da una saletta in stile pompeiano che impreziosiscono ulteriormente l'ambiente.
Ruolo Storico nel Primo Ottocento
Rotonda Pancera riveste un ruolo particolare nel contesto del primo Ottocento triestino, durante il periodo asburgico e le successive dominazioni napoleoniche.
Dopo il 1813, quando la città tornò sotto il controllo asburgico dopo la terza dominazione francese, nei sotterranei della Rotonda si insediò una delle prime logge massoniche di Trieste. Questa presenza ha influenzato largamente la storia sociale e politica della città, vista l'importanza della massoneria lungo il XIX secolo a Trieste.
Nei sotterranei decorati con affreschi massonici erano ospitate le riunioni dei Liberi Muratori. Sulle decorazioni esterne come i bassorilievi, sono presenti simboli massonici:
- Squadra
- Compasso
- Livella
Questi elementi confermano l'intreccio tra arte, ideologia e potere nell'architettura del luogo, testimoniando un ruolo significativo dell'edificio come centro culturale e politico sotterraneo, accanto alla sua funzione abitativa e rappresentativa.
Il Periodo del Primo Dopoguerra
Nel periodo del primo dopoguerra, pur non essendo documentate specifiche trasformazioni radicali nell'edificio, la Rotonda ha mantenuto la sua eccezionale valenza storica e culturale, divenendo simbolo di un Trieste cosmopolita, di fermenti intellettuali e di contraddizioni sociali legate al difficile passaggio tra imperi e nazionalismi.
Significato Attuale
Ad oggi, Rotonda Pancera rappresenta non solo un esempio fondamentale di architettura neoclassica, ma anche un importante sito per comprendere le dinamiche sociali e politiche della città ai tempi asburgici e nel primo Novecento, una testimonianza tangibile del legame tra arte, massoneria e storia locale.