Stazione di Campo Marzio

Scheda Storica - Trieste

Stazione di Campo Marzio

La Stazione di Trieste Campo Marzio, originariamente nota come Trieste Sant'Andrea, è uno degli edifici ferroviari più significativi della città e un raro esempio di stazione di testa in stile tardo liberty in Europa. Fu inaugurata il 19 luglio 1906 dalle Ferrovie dello Stato austriache (k.k. Staatsbahnen) come capolinea della ferrovia Transalpina (Wocheinerbahn, in sloveno Bohinjska proga), con l'obiettivo di collegare Trieste direttamente con l'interno dell'Impero, riducendo la dipendenza dalla Südbahn privata e rafforzando il ruolo strategico della città come porto imperiale.

Da Sant'Andrea a Staatsbahnhof: la genesi della stazione

La storia ferroviaria dell'area risale al 1887, quando fu aperta la ferrovia della Val Rosandra (o ferrovia di Erpelle), che collegava una prima stazione denominata Trieste Sant'Andrea alla linea istriana via Erpelle. Lo scopo era potenziare i collegamenti del porto e creare concorrenza alla gestione privata della ferrovia Meridionale. Nello stesso anno, il 5 luglio 1887, venne inaugurata la Rivabahn o linea delle Rive: un raccordo che collegava Sant'Andrea al Porto Franco attraversando le rive della città in sede stradale, con velocità massima di appena 6 km/h. Definita fin dall'inizio come "collegamento provvisorio", la Rivabahn rimase in servizio per quasi un secolo, fino al 30 maggio 1981, quando fu sostituita dalla galleria di circonvallazione sotterranea (entrata in pieno servizio a doppio binario il 5 dicembre 1982).

Tra il 1901 e il 1906, in una zona più a nord rispetto alla vecchia Sant'Andrea — nell'area del Passeggio Sant'Andrea, affacciata sulla nuova area portuale — fu costruita un'imponente stazione di testa che il 19 luglio 1906 assunse la denominazione ufficiale di Triest Staatsbahnhof (Trieste Stazione dello Stato). La stazione faceva parte dell'ambizioso Alpenbahnprogramm, il programma imperiale di costruzioni ferroviarie alpine che includeva anche la ferrovia dei Tauri (Tauernbahn, completata nel 1909) e la ferrovia delle Caravanche. L'attuale denominazione di Trieste Campo Marzio fu assunta nel 1923, dopo il passaggio della città all'Italia.

Progettazione architettonica

Il progetto architettonico fu firmato dall'architetto austriaco Robert Seelig, cui si deve anche il Fabbricato Viaggiatori della stazione di Nova Gorica in Slovenia (all'epoca Gorizia Montesanto) — un collegamento architettonico transfrontaliero che testimonia la coerenza progettuale delle infrastrutture imperiali lungo la Transalpina. La stazione di Campo Marzio presenta:

L'edificio è vincolato dalla Soprintendenza come edificio storico e rappresenta un caso unico nel panorama ferroviario italiano quale stazione di testa — e non di transito — sopravvissuta con le sue caratteristiche originarie.

Ruolo nel periodo asburgico

Durante il periodo asburgico, Campo Marzio rappresentava il terminale delle grandi direttrici ferroviarie statali. La Transalpina, con i suoi 144 chilometri, collegava Trieste a Jesenice attraversando il Carso, la conca di Gorizia, la valle dell'Isonzo e le Alpi Giulie, per poi connettersi con la ferrovia delle Caravanche verso Klagenfurt, e da lì con la Pyhrnbahn verso Praga e la Tauernbahn verso Salisburgo e Monaco. Campo Marzio era inoltre punto di partenza per:

L'edificio, con la sua architettura raffinata e funzionale, rifletteva la volontà dell'Impero di dotare Trieste di infrastrutture all'avanguardia per sostenere i crescenti traffici internazionali.

Declino dopo la Prima guerra mondiale

Dopo la Prima guerra mondiale e il passaggio di Trieste all'Italia, i mutamenti dei confini e la progressiva perdita di centralità delle linee verso l'est portarono a un lento declino. La ferrovia della Val Rosandra fu chiusa nel 1961, la Parenzana era già stata soppressa nel 1935, e al Fabbricato Viaggiatori rimase soltanto l'attestamento della linea locale per Sant'Elia (20 km), ultima appendice del collegamento per Pola, sospeso dopo la Seconda guerra mondiale. Anche quest'ultimo servizio cessò alla fine del 1958, segnando per la stazione l'inizio di un lungo periodo di abbandono.

Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio

Solo la passione di un gruppo di volontari, riuniti nella sezione SAT del Dopolavoro Ferroviario di Trieste, riuscì a far rinascere l'interesse per la salvaguardia di questo monumento storico. Grazie a una serie di iniziative culturali, fu istituito il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, inaugurato l'8 marzo 1984: il primo esempio di museo-stazione in Italia. Il museo conserva locomotive, vagoni storici e documenti che raccontano la storia delle ferrovie del Friuli Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia.

Nel 2017 la Fondazione FS Italiane ha avviato un importante progetto di restauro della stazione — con un investimento complessivo di circa 24,5 milioni di euro — con l'obiettivo di riaprirla al traffico ferroviario come origine e destinazione di treni storici e turistici verso la Slovenia e l'Austria, anche utilizzando l'originario tracciato della Transalpina via Monrupino/Repentabor. La riapertura del museo è prevista tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.

La Stazione di Trieste Campo Marzio rimane un gioiello architettonico e storico, simbolo della vocazione internazionale di Trieste e della sua centralità nei grandi flussi ferroviari europei tra Ottocento e Novecento.

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