Palazzo Pitteri, noto anche come Palazzo Plenario-Pitteri, è il più antico edificio di Piazza Unità d’Italia e uno dei simboli dell’eleganza settecentesca triestina. La sua costruzione risale al 1780, su commissione del ricco negoziante Domenico Plenario, che affidò il progetto all’architetto carnico Ulderico Moro. Il palazzo sorgeva sull’area delle seicentesche case Piccardi e della Locanda Grande, storica struttura di accoglienza per i viaggiatori di passaggio.
Storia e Proprietà
Nel corso degli anni, il palazzo ha cambiato proprietari e ruoli:
- Nel 1801, l’edificio fu acquistato da Giovanni Iovovitz.
- Nel 1834, passò a Leopoldo Pitteri, da cui prende il nome attuale.
Significato Culturale
Durante l’Ottocento, Palazzo Pitteri divenne un importante punto di riferimento culturale:
- Nel 1810, ospitò la prima sede della Società di Minerva, fondata da Domenico Rossetti, una delle più antiche associazioni culturali italiane, ancora oggi attiva.
- Al piano terra, nel 1880, fu aperto il celebre Caffè Flora, ritrovo di coristi del vicino Teatro Verdi e, nelle ore notturne, degli abitanti di Cittavecchia.
- Dopo il 1918, il locale cambiò più volte nome: Caffè Nazionale, Audace e oggi Sting Bar Experience.
Trasformazioni e Renovazioni
Il palazzo ha subito varie trasformazioni:
- Nel 1937, furono apportate modifiche ai locali del pianterreno.
- Nel 1982, gli architetti Celli e Tognon curarono una ristrutturazione generale, lasciando intatta la facciata settecentesca, come documentano le stampe d’epoca.
Caratteristiche Architettoniche
L’edificio, a cinque livelli, si distingue per:
- Il corpo centrale leggermente aggettante con cinque aperture per piano e due ali laterali simmetriche.
- Il basamento, che comprende pianoterra e mezzanino, rivestito da un bugnato liscio.
- La parte centrale scandita da sei lesene con capitello ionico che si sviluppano su due piani.
- Al piano nobile, sopra l’ingresso principale, una profonda nicchia decorata con uno stemma.
- Le finestre dei piani superiori con cornici che richiamano il tardo barocco e rococò viennese, ispirandosi al gusto diffuso dagli architetti italiani seguaci del Bernini, come nel palazzo Liechtenstein di Domenico Martinelli a Vienna.
Girolamo Agapito, nel 1824, sottolineava come il palazzo fosse stato costruito “secondo il gusto dell’architettura moderna”, elemento di novità ben visibile nelle antiche vedute della città. In un appartamento del palazzo visse negli ultimi anni il musicista Lelio Luttazzi, dopo il suo ritorno a Trieste.
Palazzo Pitteri è oggi un esempio di raffinata architettura neoclassica con influenze barocche e rococò, testimone della storia sociale e culturale di Trieste e della sua piazza più rappresentativa.